
| Specifiche | |||
| Sensore della fotocamera | 5 Mpx | ||
| Peso | 135 grammes | ||
| Dimensioni (mm) | 112 x 56.2 x 14.35 mm | ||
| Autonomia in comunicazione | 470 minutes | ||
| Autonomia in stand by | 440h | ||
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| Memoria interna | 512 MB |
| Scheda memoria | SDHC 512 MB |
| Livello SAR | 1.21 W/kg |
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Aggiornato 10 Settembre 2009 - Data della prova 23 Giuglio 2009

Con la sua schiena di teflon antracite e fronte in alluminio satinato, il Hero sostanzialmente segue l'estetica della seconda generazione Touch. L'unica eccezione è l'area di primo piano inferiore che ci ricorda di Dream, il primo cellulare di HTC basato su Android. Questo, unito alla schiena in teflon, fa miracoli per l’utilizzo multimediale, ma è forse meno pratico quando si deve fare e ricevere le chiamate o scivolarlo in tasca.
La rifinitura è esemplare confrontandola con quello a che siamo abituati a vedere da HTC. L'unico aspetto negativo è lo schermo che, sebbene apparentemente rivestito per resistere alle impronte digitali, le raccoglie troppo facilmente.
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La parte inferiore della facciata ha sei pulsanti di navigazione che vi permettono di spostarsi a sinistra, destra, in alto e in basso, riceve una chiamata e attaccare, visualizzare la pagina home e il menu, fare la ricerca di accesso e tornare indietro. Troverete anche la trackball, tanto cara agli utenti di BlackBerry, adattandosi bene a Sense e Android.

La schiena del Hero, solida, con l’obiettivo (purtroppo senza flash)
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La zona di controllo è sollevata e può essere a disagio in alcune tasche
Il Hero sarà familiare agli utenti dei telefonini più vecchi della gamma Touch. L'influenza della TouchFLO si vede chiaramente, ma va oltre di quanto sui telefoni basati su Windows Mobile. L’integrazione con l'interfaccia di Android è un grande successo e per fortuna la sensazione di arredamento cinema è stata evitata. Lo stesso vale per le anteprime che sono più numerose e possono essere ulteriormente personalizzate con l'aiuto dei widget. La trackball è ben adattata a questo tipo d’interfaccia e permette una facile e precisa navigazione tra i menu, semplificando l’originale interfaccia touch.
La durata dell’avvivo è comunque un po' fastidiosa. Con più di un minuto, è nella stessa categoria infelice come il TG01 di Toshiba.

Sense, più di un semplice adattamento del TouchFLO
Multitouch in Android
Quello che lo rallenta, però, è la relativa mancanza di potenza di elaborazione, quasi uguale a quella dei precedenti HTC con Android: il motore di ricerca rallenta molto quando altri compiti sono contemporaneamente in esecuzione. Questa è una vergogna se volete ascoltare la musica mentre state navigano sul web sui trasporti pubblici. La riproduzione dei online video può essere un problema particolare: il supporto Flash è stato raffazzonato, ma non molto di più. Comunque, apprezziamo il tentativo.
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Meglio non parlare del lettore multimediale, un vero clone d’iPod/iPhone, ma meno pratico. Anche se il Hero semplificherà la sostituzione del kit vivavoce con la sua presa mini- jack, ci siamo veramente stancati del eternamente povero, presumibilmente di fascia alta, kit di HTC che ha ricevuto solo un piccolo ritocco prima di essere tirato fuori ancora una volta.
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Con l’autonomia che dura poco più di un giorno d’intenso utilizzo e non lontano da due con uso più comune, il Hero è certamente il più efficace dei cellulari basati su Android essendo la prova della vitalità del sistema operativo. Con buona compatibilità tra Sense e Android, il Hero è più pulito e meglio sviluppato di Dream o Magic. Ci sono ancora alcuni problemi da solvere, ma questo smartphone è, per esempio, un buon cammino davanti al Galaxy di Samsung.
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Interface Sense ben progettata e ben integrata con Android
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Design innovativo e funzionale
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Buon uso online
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Schermo multitouch
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Efficiente motore di ricerca
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Progressi necessari per la multimedia
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Eccessivamente dipendente dai Google servizi









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